FEMMINISMO DI DESTRA

09.08.2021

RIFLESSIONE SUL FINTO FEMMINISMO: OVVERO QUEL FEMMINISMO CHE SI DIMENTICA DELLE BATTAGLIE CONCRETE DA COMBATTERE PER I DIRITTI DELLE DONNE  

«Sono contraria alle quote rosa ma chiedo pari libertà, poi parla il merito. Se noi potessimo competere ad armi pari, che significa per esempio avere strumenti per conciliare la famiglia con il lavoro, sarebbero gli uomini a dover chiedere le quote».

Giorgia Meloni 

DALLE MAGGIORI TUTELE SUL LUOGO DI LAVORO FINO ALL'ELIMINAZIONE DELL'IVA SUI PANNOLINI, C'E' ANCORA TANTA STRADA DA FARE PER NOI DONNE IN ITALIA...ALTRO CHE RENDERE "FEMMINILE" UNA DESINENZA.  

NOI DONNE DI DESTRA SIAMO PER LA CONCRETEZZA. 

"Il finto femminismo non fa bene a nessuno. Un conto è parlare di pari opportunità, un conto è parlare di donne come una categoria debole proponendo idee che tutto sono tranne che utili.

In questa occasione non parlo solo da coordinatrice cittadina di Fratelli d'Italia, parlo anche da donna: bisogna smetterla di ragionare per categorie o storpiare l'idea stessa di femminismo. Un esempio? Il 18 maggio è stata depositata una mozione dove si chiede di cambiare lo Statuto, istituendo un "Consiglio permanente delle donne". Premesso che esiste già un Consiglio comunale che può raccogliere proposte e idee di cittadini e associazioni a prescindere dal loro sesso, sono davvero queste le iniziative che servono a noi donne? Come rendere femminili le desinenze, le quote rosa e altre simili "priorità"?

Sono dell'idea che serva ben altro. Ho la fortuna di far parte di un partito dove ci sono grandi donne e dove la nostra leader dimostra che tutti noi, attraverso il merito, possiamo raggiungere grandi traguardi, senza contare che in zona anche nelle città di Paullo, Melegnano e Tribiano i coordinatori sono donne ed è così che si avvicinano altre alla politica, dando l'esempio e tirandosi su le maniche. La considero una fortuna perché siamo per la concretezza e sappiamo che se le nostre figlie potranno davvero non sentirsi "discriminate" sarà solo attraverso la creazione di servizi nel lavoro e nel sociale e non attraverso una desinenza cambiata.

È inutile negarlo, in Italia le donne sono ancora messe di fronte alla scelta famiglia o lavoro. Pensiamo alle cifre da incubo dei licenziamenti nell'ultimo anno, ai colloqui lavorativi incentrati sulla nostra vita privata, ai sacrifici. Per eliminare questa ingiustizia il nostro partito ha presentato una moltitudine di proposte: asili nido gratuiti e aperti fino all'orario di chiusura di negozi e uffici e con un sistema di apertura a rotazione nel periodo estivo per le madri lavoratrici, reddito infanzia con assegno familiare, quoziente familiare in ambito fiscale, congedo parentale coperto fino all'80% ed equiparazione delle tutele per le lavoratrici autonome, incentivo alle aziende che assumono neomamme e donne in età fertile, tutela delle madri lavoratrici e incentivi alle aziende per gli asili nido aziendali, deducibilità del costo ed eliminazione dell'IVA sui prodotti per la prima infanzia, intervento sul costo del latte artificiale....Solo intervenendo sul contesto in questo modo si potranno cambiare davvero le cose. Si può e si deve fare anche a livello locale con proposte similari e come hanno fatto alcuni comuni attraverso bonus ad hoc.

Per me e per molte altre il vero femminismo è questo: essere messe nella condizione di combattere ad armi pari concentrandosi sulle priorità e mi spiace deludere qualcuno ma i diritti delle donne non sono prerogativa della sinistra".

                                                                                                                             Stefania Accosa 

AGENDO SUL CONTESTO CON SERVIZI E SUPPORTO SI POTRA' CONSENTIRE ALLE DONNE DI NON DOVER SCEGLIERE TRA FAMIGLIA E CARRIERA. 

VIVIAMO IN UN PAESE DOVE ESSERE MADRE "E' UN PESO" O UN OSTACOLO ALLA CARRIERA. E' UN DATO DI FATTO CHE DURANTE IL LOCKDOWN( E NON SOLO) SIANO STATE LE DONNE A PAGARE IL PREZZO PIU' ALTO CON I LICENZIAMENTI, ED E' UN DATO DI FATTO CHE SPESSO NON SI E' NELLE CONDIZIONI DI POTER CRESCERE UN FIGLIO. 

QUESTO PERCHE' LO STATO IGNORA I DIRITTI DELLE DONNE E SI E' DIMENTICATO DI PORTARE AVANTI UNA POLITICA RIVOLTA ALLA FAMIGLIA, PER DARE SUPPORTO AI GIOVANI ED USCIRE DALLA SOGLIA ZERO DI NATALITA'. LA SITUAZIONE SI PUO' MIGLIORARE SOLO AGENDO SUL CONTESTO, COSTRUENDO UNA RETE DI SERVIZI E INIZIATIVE CHE POSSANO CONSENTIRE DI CRESCERE UN FIGLIO SENZA COSì TANTI SACRIFICI. 

LE NOSTRE IDEE DI SOSTEGNO ALLA MATERNITA':